Piccinini Arturo

1909-1991

Socialista, muratore, Reggio Emilia, segreteria Camera del Lavoro, sindacato minatori e cavatori 

Nacque il 13 novembre 1909 a Borgata Nazaret, in Pennsylvania (USA). Il padre era emigrato negli USA e la madre, già fidanzata con lui in Italia, lo aveva raggiunto per il matrimonio. Negli Stati Uniti nacquero quindi sia Arturo sia la sorella più grande, mentre gli altri sei fratelli nacquero in Italia. Nel 1912 rientrò con la famiglia a Cavriago (RE), luogo di origine dei genitori. La famiglia era di tradizione culturale socialista, particolarmente i nonni paterni e materni, e sin da bambino Piccinini assistette alle sfilate del Primo Maggio e le prime aggressioni fasciste ai danni dei militanti socialisti e comunisti locali.

Il padre emigrò poi nuovamente in Francia per trovare lavoro, mentre Piccinini cominciò a lavorare saltuariamente come garzone e muratore, frequentando nel contempo la scuola serale di disegno.

Nel 1928, compiuti i 18 anni, si arruolò in Marina per una ferma di quattro anni. Finita la ferma non volle proseguire per via della crescente influenza del fascismo anche all’interno della Marina. Dato il suo rifiuto di iscriversi al Pnf ebbe molte difficoltà a trovare lavoro, fino a che non si unì agli ex soci della disciolta Cooperativa muratori di Reggio che avevano costituito la Società costruzioni edili per continuare a lavorare associati come muratori.

Richiamato più volte in Marina, prestò servizio per quasi 13 anni. Nell’agosto 1943 a seguito di un naufragio si trovava a Napoli, dove partecipò alle “quattro giornate”. Inviato poi a La Spezia, vi rimase sino al congedo il 3 giugno del 1945.    

Rientrato a Cavriago dopo la Liberazione, vi ritrovò l’intera famiglia che aveva partecipato in varie forme alla Resistenza.  Il suo legame con gli ambienti socialisti gli valse la nomina a segretario della sezione locale del Partito socialista, ed il titolo di assessore nell’amministrazione comunale insediatasi nel 1945. 

Con il congresso del PSI del 1945 divenne parte del Comitato Direttivo della Federazione socialista di Reggio Emilia e nel settembre fu per pochi mesi vicesegretario della Camera del Lavoro di Reggio Emilia. 

Successivamente lavorò come funzionario per il PSI nella provincia di Reggio Emilia e poi in Valtellina. Nel 1948 divenne segretario della Federazione socialista reggiana, mentre l’anno successivo rientrò nel sindacato, sempre come segretario della Camera del Lavoro di Reggio Emilia,  ruolo che avrebbe mantenuto sino al 1951. Contemporaneamente ricoprì anche l’incarico di responsabile sindacale all’interno dell’esecutivo del PSI di Reggio Emilia. 

Svolse un ruolo di primo piano nella mobilitazione delle Reggiane, cosa che gli valse l’attenzione dei dirigenti socialisti nazionali, e l’invito a spostarsi alla direzione nazionale del PSI, a cui però la Federazione locale rispose chiedendo che Piccinini rimanesse fino alla conclusione della vertenza, avvenuta il 13 ottobre 1951. 

Nel 1952 fu poi chiamato alla segreteria della Camera del Lavoro di Milano in sostituzione del senatore Franco Mariani, proprio in virtù della sua convinta adesione alla linea fusionista del PSI sin dall’immediato dopoguerra.

Fu delegato al congresso del PSI del 1953, essendo eletto nella commissione per il lavoro di massa. 

Nel 1955 fu chiamato a far parte della segreteria nazionale del Sindacato minatori e cavatori (FILIE). 

Rientrato in Emilia, nel 1957 fu eletto segretario della federazione del PSI di Reggio Emilia in sostituzione di Renzo Barazzoni, incarico che rivestì sino al 1960. 

Tra il 1960 e il 1970 fu presidente del Consorzio Cooperativo ferrovie reggiane. Diresse anche il libraio socialista. 

Fu anche consigliere comunale, sia a Cavriago che a Reggio Emilia, e dal 1951 al 1955 anche consigliere provinciale. 

Morì il 24 marzo 1991. 

Fonti

Betri M.L., Baldissara L., Un territorio e la grande storia del '900, Ediesse, Roma 2002

Arturo Piccinini  in Caiti N. Guarnieri R., La memoria dei “rossi”: fascismo, Resistenza e ricostruzione a Reggio Emilia, Ediesse, Roma 1996 pp.338-362

A.A.V.V., Milano anni Cinquanta, Franco Angeli, Milano 1986

Piccinini A., Memoriale autobiografico di un dirigente socialista reggiano: Arturo Piccinini, in Istituto storico socialista P. Marani, L'almanacco : rassegna di studi storici e di ricerca sulla società contemporanea, vol. 15 dicembre 1989 

Boccolari G., La politica "unitaria", le lotte di massa e la vicenda delle "OMI-Reggiane" (1950-1951) in Istituto storico socialista P. Marani, L'almanacco : rassegna di studi storici e di ricerca sulla società contemporanea, vol. 51, giugno 2008

(Alice Leone)