GIUSEPPE SCARAMUCCIA
[Lodi, 20 aprile 1847 – New York, 1929]
Nato a Lodi il 20 Aprile 1847 da una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò le scuole tecniche, entrando poi come apprendista nella tipografia del giornale il Sole. Il contatto con il mondo del lavoro lo portò a maturare rapidamente una coscienza sindacale e ad orientarsi verso il socialismo: membro molto attivo della federazione socialista milanese e della Federazione italiana lavoratori del libro, negli anni 1880-1900 svolse una vasta azione di propaganda politica e sindacale e fu più volte arrestato per l’attività esplicata nell’organizzazione delle lotte dei lavoratori tipografi di Milano e provincia. Collaboratore di Lotta di classe, della Brianza lavoratrice e dell’Avanti!, nel 1896 fu eletto membro della commissione esecutiva della Camera del lavoro di Milano, carica che continuò a ricoprire fino al 1898. Condannato dal tribunale militare per i fatti milanesi del maggio di quell’anno, per sfuggire alla cattura fu costretto a riparare all’estero; nell’aprile del 1900 fu nominato segretario della Camera del lavoro di Milano e, successivamente, membro della federazione nazionale delle Camere del lavoro. Personalità politicamente piuttosto scialba, ma pratica, dotata di buone capacità di gestione, riuscì a guidare, pur tra contrasti notevoli, le sorti dell’organizzazione camerale attraverso le accese lotte di corrente del movimento operaio e socialista milanese d’inizio secolo. Nel periodo della sua segreteria (1900-1906), la Camera del lavoro di Milano andò affermandosi sempre più come importante strumento di rivendicazione operaia a livello di fabbrica come nella società.
Nel 1906, resosi responsabile di appropriazione indebita di fondi dell’organizzazione sindacale, fu costretto a dimettersi dalla carica di segretario camerale. S. scomparve così dalla scena politica e sindacale, ma non dagli onori della cronaca. Nel 1907, infatti, la tipografia di cui era nel frattempo diventato proprietario subì un clamoroso fallimento: per evitare il processo, e quindi la condanna, riparò in Svizzera, da dove successivamente emigrò negli USA. Morì a New York, dove appena trovato impiego come tipografo, nel 1929.
Riferimenti bibliografici
F. Andreucci, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, Roma 1975;
Archivio della Cgil di Milano, 1996; www.treccani.it