PIETRO BELLOTTI
Ronago (CO), 16 dicembre 1867 / Erba (MI), 3 dicembre 1950
Pietro Bellotti, mai conosciuti i genitori biologici, fu allevato da una vedova e poté frequentare solo le prime tre classi della scuola elementare. Nel 1881, appena quattordicenne, si trasferì a Milano, dove trovò lavoro in un cantiere come muratore. Iscritto dal 1881 alla Lega di Resistenza Muratori, svolse fin da giovanissimo una notevole attività di propaganda e di organizzazione, ricoprendo all'interno dell’associazione diversi incarichi, fino a divenire nel 1893 segretario della stessa, carica che continuò a ricoprire fino al 1918. Tra il 1892 e il 1898 fu inoltre, prima Segretario della Federazione muraria, poi membro del collegio dei probiviri edili, cassiere della Cooperativa Stuccatori e anche membro del collegio dei probiviri in questa stessa categoria. Già repubblicano, lo stretto contatto con il mondo operaio lo portò ad evolvere verso posizioni socialiste: iscrittosi nel 1892 alla sezione socialista milanese, Bellotti privilegiò sempre nella sua vita, ma in particolare nella sua giovinezza, l’attività sindacale a quella politica. Più volte arrestato nel corso dell’ultimo decennio del secolo per la sua milizia sindacale, condannato duramente dal Tribunale militare per i fatti milanesi del maggio 1898, per sfuggire alla cattura fu costretto a riparare all’estero.
Ritornato in Italia l’anno seguente, riprese i contatti con i vecchi compagni e si dedicò attivamente alla riorganizzazione del movimento operaio milanese. Eletto membro dell’esecutivo camerale nel 1900, l’anno seguente venne nominato vicesegretario della Camera del Lavoro di Milano. Convinto riformista, riuscì, con una notevole dose di abilità, pur tra le polemiche a volte piuttosto accese, a mantenere questa carica per circa 20 anni, passando indenne anche attraverso la gestione rivoluzionaria della CdL (1904-1905) e le successive complesse vicende del movimento operaio milanese. Candidato alle elezioni politiche del 1904 e successivamente alle amministrative del 1905, risultò sempre sconfitto. Membro molto attivo dell’organizzazione operaia, diresse scioperi, tenne comizi e conferenze collaborò alla "Battaglia Proletaria" e diresse diversi fogli dell’associazione muratori di Milano. Il suo forte impegno e la sua attiva presenza accanto ai lavoratori in lotta lo portarono più volte, anche nel corso dei primi 15 anni del nuovo secolo, a subire processi e condanne. Presentatosi di nuovo candidato per il collegio di Melegnano alle elezioni politiche del 1910 e del 1913, non fu eletto. Nel corso del 1912 ricoprì per alcuni mesi la carica di segretario provvisorio della Cdl di Milano e nell’aprile dello stesso anno venne eletto membro del consiglio direttivo della CGdL.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale e l’entrata in conflitto dell’Italia fu condannato ad alcuni mesi di carcere per un comizio anti-interventista ad Abbiategrasso. Negli anni successivi ricoprì la carica di segretario della Federazione provinciale dei lavoratori della terra.
Sempre schierato con la corrente riformista del partito socialista, nel dopoguerra fu eletto deputato per il collegio di Milano-Pavia nelle elezioni politiche del 1919 e del 1921. Nel 1922 passò al PSU, ma dopo l’avvento del fascismo abbandonò tutte le cariche politiche e sindacali fino allora ricoperte e nel 1927, riuscì a trovare lavoro in un magazzino di pellami. Pur conservando idee socialiste, e contatti con i vecchi compagni, durante il ventennio fascista non svolse alcuna attività di resistenza al regime; continuo, comunque, ad essere vigilato fino al 1943.
Morì a Erba (Milano) il 3 dicembre 1950.
Pietro Bellotti, muratore, esponente della Commissione esecutiva e vice segretario della Camera del Lavoro, membro del Consiglio direttivo della Cgdl, socialista riformista.