ANTONIO PIZZINATO
[Pordenone, 1932]
Nato in una famiglia contadina, in un comune della provincia di Pordenone (Friuli-Venezia Giulia), primogenito di sette figli, iniziò presto a lavorare come garzone e, ancora adolescente, nel 1947 si trasferì a Milano. Qui trova lavoro presso le officine Borletti come apprendista ed è affidato al reparto attrezzeria in particolare all’operaio Giovanni Grassi che segnerà la sua vita, non solo dal punto di vista professionale ma anche sindacale e politico. Grassi si preoccupa non solo che imparasse la professione ma che si iscrivesse alla scuola serale all’istituto Feltrinelli, che arrivasse al mattino presto al lavoro in modo tale da leggere i giornali (a partire da L’Unità) e contemporaneamente a vivere la vita collettiva. Le prime esperienze sindacali avvengono quando il ministro dell’Interno, Scelva, destituisce da prefetto di Milano il partigiano Ettore Troilo: la risposta dei lavoratori è quella dello sciopero generale, è il primo sciopero di Pizzinato. Il secondo è quello del 14 luglio 1948 per l’attentato a Togliatti. I processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva, che in quegli anni investono l’azienda, lo portano in vari periodi a svolgere attività come tornitore, fresatore, addetto al montaggio, nei reparti attrezzeria, trattamenti chimici, montaggio macchine per cucire, esperienze e prove. Nel 1948 si iscrive al Pci e nel 1949 partecipa alla ricostruzione della Fgci nel cui comitato centrale viene eletto dal Congresso di Milano nel 1954. Il primo impegno diretto nell’attività sindacale è la partecipazione alla commissione giovanile Fiom di fabbrica e della zona Solari che produce materiale e iniziative specifiche rivendicative e ricreative; partecipa alle attività della Assm (Associazione studenti serali milanesi).; dal 1950 nel direttivo della Fiom Solari, con il congresso del 1952 viene eletto nel Comitato direttivo provinciale della Fiom. Sul finire del 1954 è eletto membro di Ci e vive negli anni 1956 – 57 la ripresa e lo sviluppo della contrattazione aziendale alla Borletti, la lotta contro il taglio dei tempi e delle tariffe di cottimo e a lunga lotta di cento giorni contro i licenziamenti. Partecipa in questi anni a corsi serali di carattere sindacale e politico, fra cui nel 1953 un corso presso la scuola centrale Fiom di Gavanina e successivamente, a Mosca, un corso pluriennale di storia ed economia politica. Durante gli anni dell’attività in azienda oltre a far parte del comitato di fabbrica del Pci è responsabile del giornale La Scintilla, periodico dei lavoratori della Borletti. Diventa funzionario della Fiom nel 1962, come addetto all’ufficio contrattazione e studi e responsabile della redazione del Metallurgico che riprende regolarmente le pubblicazioni. Dal 1964 al 1979 è membro del Comitato centrale della Fiom. Dal 1965 è segretario della Camera del Lavoro della Fiom di Sesto San Giovanni, componente della segreteria provinciale Fiom e nel contempo membro della segreteria della locale CdL. Qui vive la lunga lotta di oltre un anno più di duecento ore di sciopero per il rinnovo del Ccnl del 1965 – 66, la successiva grande stagione di contrattazion articolata con vertenze specifiche ance per i soli impiegati che nel 1968 – 1969 investe tutte le fabbriche della zona, la successiva stagione contrattuale del 1969, la costituzione della sede unitaria e del consiglio di zona. Nel 1975, lasciata Sesto, opera all’ufficio sindacale della Flm milanese ed è poi eletto segretario generale della Fiom di Milano. È un periodo di grande tensione politica che va dalla lotta per la riconversione produttiva al contratto del 1979, alle lotte e iniziative contro il terrorismo. Sul finire del 1979 è eletto segretario generale della CdL di Milano; sono gli anni della riforma organizzativa della Cgil, della costituzione della CdL metropolitana e della formazione delle zone unitarie. Nel 1981, quale segretario aggiunto della Cgil regionale lombarda, porta avanti l’impegno per conquistare al sindacato strumenti e poteri per il governo del cambiamento e della crisi, attraverso le lotte per battere l’offensiva padronale. Segretario confederale dal 1984 al 1991, la sua carriera nel più grande sindacato italiano culmina nella nomina a Segretario generale, succedendo a Luciano Lama, dal 1986 al 1988. Nel 1992 è eletto deputato e consigliere comunale di Sesto S. Giovanni.
Nel 1996 passa al Senato della Repubblica ed è sottosegretario al lavoro durante il primo Governo Prodi. Ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro. È consigliere Cnel, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, vicepresidente della Ces, Confederazione europea dei Sindacati
Fonti:
Archivio della Camera confederale del Lavoro di Milano;
Antonio Pizzinato, "Viaggio al centro del lavoro", Ediesse, Roma 2012.