GIUSEPPE ALBERGANTI
Stradella [Pavia,1898 – Milano, 1980]
Giuseppe Alberganti nacque a Stradella (PV) il 4 luglio 1898 da una famiglia di sindacalisti da quattro generazioni. Traferitosi a Milano, all’età di 12 anni entrò come operaio alla Pozzi e Monti, dove lavorò dal 1910 al 1912. Iniziò fin da subito a frequentare la Camera del Lavoro, che a quel tempo aveva sede presso la Società Umanitaria, in via Manfredo Fanti.
Fu licenziato a seguito di un comizio durante il quale indisse il suo primo sciopero e come riportato in Autobiografia di un sovversivo 1898-1923, proprio «in fatto di lotta di classe (per dirla con Gramsci) non [aveva] mai avuto, e non [avrebbe avuto mai] mai, la concezione del giardiniere inglese a modo, per bene, educato e remissivo».
Nell’ottobre 1916, dopo aver vinto il concorso per operai allievi fuochisti indetto dalla direzione delle ferrovie dello Stato, iniziò a prestare servizio al deposito di Arona. Destinato al 6° Genio ferrovieri di Torino coltivò i contatti con gli ambienti operai torinesi, nell’agosto 1917 prese parte alla rivolta del pane contravvenendo agli ordini del tenente e per punizione l’anno seguente fu spedito in Libia.
Tornato dal fronte nell’ottobre del 1919, A. riprese il suo impiego nelle Ferrovie dello Stato proprio mentre si diffondevano le occupazioni nelle fabbriche e nelle terre e montavano le violenze perpetrate dalle squadracce fasciste. Maturò in quel contesto una coscienza antifascista. Trasferito come macchinista al deposito di Arona iniziò la sua attività sindacale e assunse la direzione degli Arditi del Popolo, organizzazione impegnata nella lotta contro i fascisti e nella difesa della Casa del Popolo.
Nel 1921 la famiglia Alberganti aderiva all’unisono al neo-nato partito comunista e Giuseppe diventava segretario della sezione di Arona. Per le sue idee e la sua militanza fu dapprima trasferito a Milano e successivamente licenziato per “scarso rendimento”. Negli anni Venti fuoriusciva dal Paese emigrando in Francia, e poi in Urss dove frequentò la scuola militare. Tornato in Italia arrestato nel 1928, rilasciato l’anno successivo per mancanza di prove si dedicò alla ricostruzione del Comitato federale di Milano.
Dal 1933 a 1937 Alberganti lavorò presso Centro estero del partito e 1937 partecipò alla guerra di Spagna. Fu arrestato, una seconda volta, in Francia, dove ricopriva l’incarico di responsabile della manodopera straniera e dell’Unione Popolare Italiana, e trasferito nel campo di concentramento di Vernet d’Ariège prima di essere consegnato alla polizia fascista, e condannato a cinque anni di confino nell’isola di Ventotene.
Liberato nel 1943 dopo la caduta del fascismo, col nome di battaglia Cristallo fu designato, prima, responsabile della Federazione milanese del partito, poi, responsabile del Triumvirato insurrezionale dell’Emilia Romagna.
Nell’aprile 1945 organizzo e prese parte all’insurrezione di Milano.
Con lo scioglimento del Comitato sindacale, che aveva agito in clandestinità, e la ricostituzione della Camera del Lavoro di Milano, Giuseppe Alberganti, fu eletto primo segretario della CdL liberata.
Dal 1948 al 1958 fu segretario della Federazione milanese del Pci.
Nel contempo partecipò alla Costituente, fu senatore della Repubblica per le prime due legislature e deputato nella terza legislatura.
A. rimase fedele agli Arditi del Popolo, all’Alleanza del Lavoro per tutta la sua esperienza politica: per lui il posto dei comunisti era dentro il movimento di massa. Questo stesso spirito lo portò dal ’68 al ’70 ad avvicinarsi alla realtà delle lotte studentesche e operaie, in contrasto col suo stesso partito, e nel 1976 con la trasformazione del Movimento studentesco in Movimento lavoratori per il socialismo ne divenne presidente.
Morì a Milano il 3 novembre 1980.
Riferimenti bibliografici
F. Andreucci, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, vol. I, Roma 1975, Autobiografia di un sovversivo 1898-1923, Archivio della Cgil di Milano, 1996; www.treccani.it