BITOSSI RENATO
[Firenze, 31 marzo 1899 / Roma, 5 ottobre 1969]
Renato Bitossi nacque a Firenze il 31 marzo 1899, da Giovanni ed Ermellina Lucchesi. Operaio meccanico, nel 1913 entrò a lavorare nelle Officine Galileo, impegnandosi subito nell'attività politica e sindacale. Nel 1914 si iscrisse alla Federazione italiana operai metallurgici (FIOM). Chiamato alle armi nel 1917, fu congedato nel gennaio 1919 e intensificò la propria attività quale membro della Commissione interna e militante della Federazione giovanile socialista, della quale divenne presto dirigente locale. Nello stesso periodo entrava a far parte del Comitato direttivo del sindacato metallurgico fiorentino.
Insieme con tanti altri giovani socialisti del primo dopoguerra, Bitossi guardava alla rivoluzione sovietica come all'esempio da imitare per la conquista del potere da parte della classe operaia italiana e nel 1921 aderì subito al Partito comunista d'Italia.
Ferito in uno scontro con gli squadristi fu costretto, nel 1924, ad abbandonare Firenze, trasferendosi prima a Torino e poi emigrando in Francia.
Nel 1927 rientrato clandestinamente in Italia per organizzare dall'interno la lotta al fascismo fu arrestato a Milano e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato, a otto anni e sette mesi di reclusione. Fu rilasciato per indulto nel 1932, arrestato nuovamente nel 1934 venne confinato a Ponza, poi a Pisticci e a Tricarico (Matera), e infine venne liberato nel luglio 1943 alla caduta del fascismo.
Fu animatore, dopo l'8 settembre 1943, della costituzione di diverse formazioni partigiane in Toscana e, come ispettore delle brigate Garibaldi, svolse un importante ruolo di coordinamento della lotta di liberazione a Pisa, Livorno e Lucca.
Dopo la liberazione fu nominato vicesindaco di Lucca, segretario della Camera del lavoro di Firenze, vicesegretario della CGIL e membro del comitato centrale del partito comunista.
Dal 1950 al 1952 ricoprì la carica di segretario responsabile della Camera del Lavoro di Milano in sostituzione di Gaetano Invernizzi
Eletto deputato all'Assemblea costituente nella circoscrizione di Firenze-Pistoia, Bitossi fu senatore dal 1948 al 1968.
Dal 1961 ricoprì anche la carica di presidente della Federazione sindacale mondiale
In seno alla CGIL fu uno dei più convinti assertori di una forte centralizzazione della trattativa sindacale, contro la tendenza a sviluppare la contrattazione articolata per aziende. Rimase ai vertici del sindacato anche negli anni Sessanta: dal 1960 al 1968 è presidente dell'Istituto nazionale confederale assistenza (INCA-CGIL) e quindi, per pochi mesi, fino alla sua scomparsa, segretario generale della Federazione italiana pensionati..
Morì a Roma il 5 ottobre 1969.
Fonti:
Archivio della Camera confederale del Lavoro di Milano, Archivio del Lavoro, Sesto San Giovanni; Encicolpedia dell’antifascismo e della Resistenza, I, Milano, 1968