GAETANO INVERNIZZI
[Acquate (Lc),1899 – Milano, 1959]
Gaetano Invernizzi nacque ad Acquate l’11 ottobre del 1899 da una famiglia di umili origini, primogenito di Isaia Invernizzi e Rosa Vasecchi. Inizia a lavorare con il padre come tappezziere fin dalle scuole elementari, è patriottico, religioso e interventista.
Fu iniziato alla politica dal cugino del padre Cirillo Invernizzi, ferroviere socialista, che lo introduce alle riunioni della Camera del Lavoro e del Teatro del popolo e nel 1919 prense la tessera del sindacato.
Nel sindacato lecchese incontra Francesca Ciceri, giovane operaia metallurgica che diventò sua compagna di lotta e di vita e, abbandonato il lavoro del padre, fu assunto in un’azienda metallurgica, la ditta Piloni. Licenziato nell’agosto del 1922 perché era un agitatore sindacale, si iscrive al Partito Comunista.
Perseguitato dai fascisti espatriò in Francia come lavoratore emigrato grazie alla Società Umanitaria e lì condusse attività politica e di coordinamento internazionale per conto del PCd’I tra la Francia, l’Italia e l’Urss.
Nel 1936 fu arrestato assieme alla Ciceri e condannato a 14 anni di reclusione.
Liberato dopo il luglio 1943 tornò a Lecco a organizzare la Resistenza antifascista sulle montagne del lecchese.
Il 26 aprile del 1945 dopo che una formazione di partigiani aveva occupato la sede dei sindacati fascisti di porta Vittoria, Invernizzi, con gli altri dirigenti del Comitato sindacale, vi si trasferirono. Redige il Manifesto ai lavoratori milanesi che portava le firme di Gaetano Invernizzi per il Partito comunista, Luigi Morelli per la Democrazia cristiana e Fortunato Saccani per il Partito socialista. Entrò a far parte della segreteria, guidata da Alberganti con il compito di curare i rapporti con le organizzazioni padronali.
Il 4 gennaio del 1947 divenne segretario generale al posto di Giuseppe Alberganti in un momento difficile che vede la rottura dell’unità antifascista, l’attentato a Togliatti e la scissione sindacale
Fu parlamentare durante la prima legislatura e di consigliere comunale di Milano.
Invernizzi lasciò la Camera del Lavoro di Milano nel 1950, sostituito da Renato Bitossi.
Dal 1951 al 1954 diresse la Federazione dei lavoratori alimentaristi (FILIA) e ottenne il primo contratto nazionale. Morì a Milano il 23 marzo 1959.
Riferimenti bibliografici:
Archivio della Camera confederale del Lavoro di Milano, Archivio del Lavoro, Sesto San Giovanni