FRANCO TORRI
[Brescia, 1938]
Nato a Brescia nel 1938, figlio di un bracciante. Torri è comunista da sempre, vive il suo lavoro politico come una fede: non poteva essere altrimenti essendo cresciuto in una famiglia poverissima. A 12 anni Torri porta, fiero, intorno al collo, il fazzoletto rosso dei pionieri, l’organizzazione dei bambini e dei ragazzi del Pci. Poi entra nella Fgci, la Federazione giovani comunisti italiani, e a 16 anni, due anni prima rispetto al regolamento, si è visto consegnare “per anzianità” di militanza la tessera del partito. Sempre in prima fila nelle lotte dei contadini, in una terra che è tra le più “bianche” d’Italia. Torri abbandona presto gli studi all’Istituto magistrale. Con i soldi del partito parte per Mosca. Soldi ben spesi, perché sei anni dopo il sindacalista bresciano torna dall’Università Lenin con una laurea in economia politica. Dal 1967 al 1971 è capo del sindacato dei tessili a Brescia, negli anni caldi delle lotte operaie e poi, per sette anni, ha guidato la Camera del Lavoro di quella città. Nel 1979 entra a far parte della segreteria della Camera del Lavoro di Milano, eletto segretario nel 1981 al posto di Antonio Pizzinato, mantiene la carica fino al 1984. Torri appartiene alla generazione dei nuovi sindacalisti, cioè di quei dirigenti che mettono al primo posto l’autonomia del sindacato, una linea studiata e costruita con un impegno che nasce dalla gavetta
Fonti:
Archivio della Camera confederale del Lavoro di Milano