LINDA MALNATI
[Milano, 19 agosto 1855 – Blevio, 22 ottobre 1921]
Emancipazionista ed esponente politica, personalità di spicco del socialismo tra Ottocento e Novecento. Nata a Milano, di professione maestra al servizio del Comune di Milano, iniziò molto presto l’attività nell’ambito del primo socialismo, dando poi diuturna militanza al PSI dopo la sua fondazione. Nell’ 87 assunse, con E. Mariani, la direzione della rivista Vita femminile, quale anno dopo divenne presidente della Lega per la tutela degli interessi femminili e, come delegata di questa entrò a far parte del consiglio d’amministrazione delle Opere Pie. Dal ’94 fece parte del Consiglio direttivo della Società Umanitaria e fu consigliera della sezione maestri e maestre della Camera de Lavoro, promuovendo ad Anna Kuliscioff (vedi) e Carlotta Clerici (vedi), vari nuclei di donne lavoratrice organizzate modernamente, che in seguito formarono la sezione femminile della Camera del Lavoro, costituita in gran parte dall’Associazione Figlie del lavoro. Fu sostenitrice dell’Università Popolare milanese e, assieme alla Clerici organizzò a Como, nel 1903, il I Congresso delle maestre elementari che portò avanti fondamentali rivendicazioni della categoria. Eletta nello stesso anno membro della Commissione esecutiva della Federazione socialista, da cui però presto si dimise, alternò l’attività politica con quelle ferenziera, pubblicista e attivista nella lotta per il suffragio femminile. Con Anna Maria Mozzoni (vedi) fondò il Comitato milanese pro suffragio e si prodigò per la costituzione del Comitato nazionale. Fu anche autrice di un numero unico pubblicato dalla Lega per la tutela dell’interesse femminile sul progetto Mirabelli per il suffragio femminile (11 agosto 1906) e di un altro numero unico del maggio 1907 sui diritti delle donne. Dal 1907 partecipò con O. Gnocchi Viani al tentativo di riproporre l’unità del socialismo milanese e al progetto del giornale Sorgete che poi non vide la luce. Partecipò attivamente al Convegno organizzato nell’aprile del 1907 dalla redazione della rivista d’ispirazione cristiana Pensiero e Azione, anche se non convinta della possibilità di un’alleanza con le donne cattoliche. Nell’aprile del 1908, durante il I Congresso nazionale delle donne italiane tenuto a Roma, propose un ordine del giorno sull’aconfessionalità della scuola e sull’insegnamento comprato delle religioni che provocò la protesta delle donne cattoliche presenti e l’allontanamento di alcune di esse capeggiate da Cristiana Giustiniani Bandini la quale circa due anni dopo fondava l’Unione delle donne cattoliche italiane. Un mese dopo, nel maggio 1908, al Congresso nazionale d’attività pratica indetto a Milano dall’UFN, relazionò sul tema La donna operaia. Si avviava intanto la polemica pungente con la Bandini. Su La Vita del maggio 1908 apparve un articolo di L.M. intitolato Le donne della protesta: “voi siete le eroine della sesta giornata come si dice a Milano. Siete state in cantina nell’ora della battaglia e sbraitate ora perché la vittoria non fu vostra”. La Bandini rispose: “Il I Congresso femminile ha, egregia signora M., fatto questo di bene, ha scoperto i vostri intendimenti. Noi donne cattoliche raccogliamo volentieri il guanto di sfida che ci avete gettato “. Nel 1909 L.M. veniva eletta nel direttivo dell’Unione magistrale nazionale e si ritirava in pensione pur continuando a collaborare a innumerevoli opere filantropiche, educative ed assistenziali. Nel 1912, E. Mariani ed Anna Franchi (vedi), stese un appello per la costituzione di Fasci femminili studenteschi affinché si affiancassero al movimento della gioventù laica. Partecipò con A. Kuliscioff alla fondazione de La Difesa delle Lavoratrici di cui fu per qualche tempo redattrice e direttrice ma scrisse anche su Lotta di classe e sull’Avanti! Sempre nel’ 12 partecipò come rappresentante della Lega per la tutela degli interessi femminili al Convegno del CNDI sull’educazione svoltosi a Torino. Nel’ 14 entrò nel Collegio dei probiviri della sezione di Milano e fu eletta nella Commissione esecutiva della Camera del Lavoro in contrasto con l’Unione sindacale di B. Mussolini. Ostile all’intervento in guerra, in quel periodo si occupò delle colonie per l’infanzia promosse dal Comune di Milano. Nel biennio 1916-’17 fu con la Clerici a capo del gruppo socialista femminile di Milano che si occupò della propaganda per la pace. Il suo intervento di maggior rilievo in campo internazionale fu nel 1901 a Copenhagen, al Congresso internazionale di assistenza pubblica e privata.
Ha lasciato moltissimi articoli sparsi nelle più svariate testate, nonché vari opuscoli di propaganda. Ammalata e bisognosa di cure, fu costretta ad abbandonare la vita politica e morì a Blevio (CO) ove s’era ritirata.
Riferimenti bibliografici
F. Andreucci, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, vol. I, Roma 1975, Diz. biogr. delle donne lombarde (568-1968), a cura di R. Farina, Milano 1995, pp. 676 s. E. Scaramuzza
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