CARLO VENEGONI
[Legnano (MI), 7 maggio 1902 / Milano, 21 febbraio 1983]
Nato a Legnano (Milano) il 7 maggio 1902, secondo di sei fratelli (Maria, Mauro, Gina, Pierino e Guido) fu tra i maggiori esponenti della Resistenza lombarda.
Entrato al Cotonificio Cantoni come operaio a dodici anni, a quindici fu organizzatore insieme al fratello minore Mauro del locale circolo socialista. Assunto nel 1917 alla Franco Tosi, venne licenziato per rappresaglia per aver guidato l'occupazione delle fabbriche nel Legnanese.
Comunista dalla scissione di Livorno divenne segretario del partito a Legnano e poi capozona per l'Alto Milanese. Inserito nel 1924, su indicazione dello stesso Gramsci, nella delegazione italiana al V Congresso dell'Internazionale comunista a Mosca, prese posizione a favore di Trozkij insieme a Ruggero Grieco e alla sinistra del partito.
Nel 1926 fu incaricato di ricostituire la Confederazione generale del lavoro. Arrestato una prima volta nel 1927 fu condannato dal Tribunale speciale a dieci anni di reclusione, usci per indulto nel 1934. Fu, poi, internato nel campo di Colfiorito (Perugia) e ricoverato nel sanatorio di Vialba (Milano) e quindi in quello di Legnano, da dove si allontanò il 25 luglio 1943 per organizzare il movimento comunista della Valle Olona.
Carlo Venegoni fu arrestato il 28 agosto 1944 e deportato nel lager di Bolzano (numero di matricola 3906) dove conobbe la rappresentante del Psi nel comitato clandestino di resistenza, Ada Buffulini, che sarebbe divenuta sua moglie. Evaso dal campo si trasferì a Genova dove diresse fino all'insurrezione le brigate Garibaldi Sap della zona centro.
Grazie all’iniziativa dei fratelli Venegoni l'Alto Milanese fu una delle zone nelle quali repubblichini e nazisti ebbero più vita dura. Pubblicavano un giornale clandestino Il Lavoratore sul quale scrivevano, contro il volere della dirigenza comunista, della necessità di un dibattito interno al partito. Solo nel giugno 1944 i Vengoni rientrano (con l'eccezione di Mauro) a pieno titolo nel Pci con tutta la loro ramificata organizzazione.
Archiviata la durissima parentesi della dittatura fascista e della guerra divenne il primo segretario responsabile della neonata Camera del Lavoro di Genova e lavorò poi all'ufficio di organizzazione della CGIL, al fianco di Giuseppe Di Vittorio.
Dal 1955 al 1958 fu segretario responsabile della Camera del Lavoro di Milano.
Fu pure consigliere comunale a Legnano e a Milano, e deputato per tre legislature, restando fino alla morte (1983) nel Comitato federale del PCI milanese e negli organismi dirigenti dell'ANPI e dell'ANPPIA (l'Associazione dei perseguitati politici antifascisti).
Morì a Milano il 21 febbraio 1983.
Riferimenti bibliografici:
Dario Venegoni, “Uomini, donne e bambini nel lager di Bolzano. Una tragedia italiana in 7982 storie individuali”, Mimesis, 2004-2005, pp. 27-28 e Dario Venegoni, “Carlo Venegoni tra carcere, internamento, deportazione”, in O. Lucchi (a cura di), “Dall’internamento alla libertà”, Editoriale Umbra/ISUC, Foligno, 2004