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Bonaccini Aldo



[1920 - 2010]

Socialista, Giustizia e Libertà, Partito comunista clandestino, impiegato all’Ufficio regionale del lavoro, settore vertenze Camera del Lavoro di Milano, ufficio studi economici, segretario provinciale Fiom, segretario chimici, segretario generale Camera del Lavoro di Milano, segretario Comitato regionale lombardo della Cgil, segretario Cgil nazionale, responsabile politica economica, responsabile politica internazionale, parlamentare europeo

Aldo Bonaccini nacque a Napoli il 27 giugno 1920 da una famiglia operaia di origine fiorentina.
Si trasferì con la famiglia a Milano all’età di 10 anni. Emigrato successivamente in Francia, entrò in contatto con gruppi socialisti e di Giustizia e Libertà; durante il ventennio fascista entrò a far parte del Partito comunista clandestino . 
Richiamato alle armi durante la seconda guerra mondiale fu prigioniero in campo di concentramento nell’Africa del Nord. 
Attivista sindacale in un’azienda di credito subito dopo la guerra, negli anni 1946 – 1947 lavoro presso l’Ufficio regionale del lavoro quale addetto all’ufficio di collocamento da cui fu estromesso per rappresaglia. 
Entra in Camera del Lavoro alla fine del 1947 occupandosi del settore vertenze e poi dell’ufficio studi economici, dove seguì in particolare l’accordo sulla scala mobile del 1947 e quello relativo al riconoscimento delle Commissioni Interne. 
Fu chiamato alla segreteria provinciale della Fiom dove rimase sino al 1956, quando il segretario era Giovanni Brambilla.
Dal 1957 al 1959 ricoprì la carica segretario del sindacato chimici. 
Entrò nella segreteria della CdL nel 1961 e l’anno successivo divenne segretario generale. Dal 1963 al 1969 fu segretario del Comitato regionale lombardo della Cgil. 
Dal 1969 al 1979 fu, invece, segretario della Cgil nazionale, prima come responsabile della politica economica e poi quale responsabile della politica internazionale.
Lasciò la Cgil nel 1979 quando fu nominato al Parlamento europeo dal Partito comunista.
È morto a Milano nel 2010. 

(Ilaria Romeo)

Fonti:

AdL, Fondo G. Granelli, Progetto 1, ad nomen